Pennac e il ritorno di Malaussène

Pennac e il ritorno di Malaussène

7 Luglio 2017

Attesissimo da anni, il signor Malaussène è finalmente tornato. “Mi hanno mentito” (Feltrinelli, 288 pp, euro 18,50), pubblicato la scorsa primavera è il primo di due volumi con cui Daniel Pennac ha voluto dare un seguito al ciclo di Malaussène, l’ultimo capitolo del quale era stato il romanzo La passione secondo Thérèse che risale al 1998.

Capro espiatorio di professione, questa volta Benjamin Malaussène si trova catapultato in una realtà totalmente opposta a quella di vent’anni fa: un mondo dominato dal denaro, dalla violenza e dai traffici. Il primo avvenimento infatti riguarda il rapimento di uno tra i più ricchi uomini d’affari in Europa, Georges Lapietà, per il quale i rapitori chiederanno un riscatto da distribuire ai bisognosi. In un contesto sociale in cui regnano e coesistono disincanto e gioia di vivere, Pennac adotta due livelli di registro offrendoci un doppio sguardo sulla nostra società. Del libro, uscito in Francia nel cruciale periodo delle ultime elezioni presidenziali, Pennac ha detto a Il Venerdì di Repubblica: “In ogni situazione si cerca sempre qualcuno su cui scaricare colpe e responsabilità. E ognuno è sempre il capro espiatorio di qualcun altro. Questa situazione provoca delusioni, malumori e rancori che favoriscono il successo politico di individui violenti e autoritari. Penso a Trump, Erdogan o Putin. Dappertutto vince l’alleanza tra la forza fisica, la menzogna e la negazione della realtà, favorendo il successo di personalità che sembrano forti, mentre sono solamente brutali”.

Ponendo l’accento sui grandi temi legati alla crisi dei ceti medi, all’emarginazione diffusa e alla generale perdita di spirito e identità, Il caso Malaussène – Mi hanno mentito ci mette di fronte al nostro stesso mondo, inducendoci a una riflessione di carattere esistenziale.
Se da una parte emerge Lapietà, archetipo di promiscuità, corruzione e potere, dall’altra, uno degli elementi centrali del romanzo è proprio la giustizia.
In un’atmosfera confusa, la certezza è paradossalmente offerta dal capro espiatorio, Malaussène: “Il mio personaggio – commenta Pennac – è il rappresentante di una comunità tribal-familiare che si vive come tale. Inconsciamente i miei romanzi propongono un’idea di comunità oggi troppo spesso messa in discussione. Quella dei Malaussène è una comunità ideale fondata sulla giustizia, la solidarietà e l’autorità morale.”

Il caso Malaussène – Mi hanno mentito, così come gli altri titoli del popolare scrittore francese, vi aspetta alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2.


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